Limone e lime sono la stessa cosa ? No !

Immagine correlataCon il termine limone (citrus limon) si indica sia l’albero che il frutto che ne deriva. La pianta di limone secondo alcuni studi sarebbe nata da un antichissimo ibrido tra il cedro e il pomelo, anche se da secoli il limone è una specie autonoma che si riproduce per talea e innesto.

 

Immagine correlataLa limetta, Citrus aurantiifolia, conosciuta soprattutto come lime, è l’albero che dà il nome ai suoi frutti piccoli e dalla buccia sottile che solitamente vengono raccolti ancora verdi, quando sono più succosi. La limetta si differenzia da tutti gli altri Citrus (che sono piante subtropicali) per preferire il clima tropicale.

Con lime e limone si fanno poi marmellate e confetture oltreché succhi di frutta. Il succo del lime viene anche utilizzato per preparare alcuni noti cocktail, come l’esotico Daiquiri, mentre con la scorza del limone si fa il liquore Limoncello che dalla Campania ha conquistato il mondo.

Entrambi i succhi sono spesso usati per aggiungere un sapore forte e acidulo ai cocktail. Il succo di limone e quello di lime hanno anche qualità conservanti e il succo di lime zuccherato fu usato dai mercanti britannici per prevenire lo scorbuto nel corso dei lunghi viaggi.

A partire dalla scoperta degli effetti antiscorbutici della Vitamina C, la limetta è stata utilizzata dalla Royal Navy inglese come ingrediente aggiuntivo per Grog – La bevanda dei marinai. anche se purtroppo il basso tasso vitaminico del frutto (rispetto ad altri agrumi come il limone) e soprattutto l’abitudine di miscelare il beveraggio in calderoni di rame distruggevano pressoché totalmente il potenziale antiscorbutico del lime; tuttavia questo non portò a una recrudescenza del male negli equipaggi di Sua Maestà perché l’aumentata velocità delle navi dovuta ai progressi tecnici nella navigazione a vela (e l’introduzione del motore a vapore poi) accorciarono tanto i tempi di traversata da impedire che, pur bevendo un ‘rimedio’ inefficace, i marinai stessero in viaggio tanto a lungo da sviluppare i sintomi della malattia.

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Si chiama “ Rabo de Galo ” ma lo puoi chiamare anche cocktail.

Immagine correlataSe l’iniziativa che è in corso a Sao Paolo funzionerà, molto presto il mondo potrà conoscere il “ Rabo de Galo”. I barman brasiliani  attualmente stanno lavorando in un movimento per la valorizzazione dei classici nazionali con la cachaça. Nella parte più alta della lista abbiamo la combinazione cachaça e bitter che nasce semplice e poco costosa, un successo tra banconi di panifici e “baretti di paese “ guadagna questo nome divertente dalla traduzione in inglese cocktail, e sta arrivando nei banconi dei top bar.

“Rabo de Galo “ è il cocktail più preparato in Brasile, è difficile da credere ma è cosi. Non ha una ricetta esatta, ma la ricetta originale è 2/3 di cachaça e 1/3 di bitter. Non ha nemmeno una tecnica fissa di preparazione, lo puoi preparare in un mixin glass oppure build ( direttamente nel bicchiere con ghiaccio).

La storia di questo cocktail è strettamente legata all’arrivo della fabbrica “Cinzano “ a Sao Paolo , negli anni 50 . La comunità italiana in quella zona era molto alta e per questo motivo è stato scelto “ Sao Paolo” come luogo per la fabbrica. Ma subito l’azienda  si è resa conto che il brasiliano beveva cachaça nel baretti non vermouth, così decise di stimolare il palato brasiliano miscelando vermouth con cachaça. Per attirare l’attenzione del bevitore Cinzano creò un bicchiere esclusivo per la miscela, con 2 strisce per delineare e facilitare la riproduzione della bevanda ovunque.

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Derivan de Souza 

La tipica frase durante la creazione del cocktail era la seguente “ Fino alla prima striscia vermouth quello che rimane cachaça “ racconta  il barman Derivan de Souza che lavora nel settore da 40 anni. Il fondo del bicchiere, molto doppio, è stato ideato per resistere al colpo che veniva dato dopo aver bevuto il drink”

Dai bancone di Sao Paolo il “ rabo di galo “  si sposta in tutto il Brasile e guadagna caratteristiche proprie in ogni regione. A Mina Gerais il cocktail è fatto con  il Cynar , a Rio de Janeiro e chiamato “ Traçada”.

Oggi il drink  guadagna una marcia in più, negli ultimi anni , viene chiesto come qualsiasi altro classico della miscelazione. Quello che i barman brasiliani vogliono  fare adesso è inserire il “ Rabo de Galo “ tra i classici  IBA (International Bartender Association ) insieme alla caipirinha,  che è stata inserita tra i classici Iba nel 1998 grazie allo sforzo del barman brasiliano Derivan de Souza  , il quale era presidente della ABB (Associaçao Brasileira de Bartenders ) al momento solo la caipirinha  rimane tra gli internazionali.

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Inserisci una didascalia

Per portare il “Rabo de Galo “ tra i classici Iba l’associazione brasiliana dei bartender deve mettere il cocktail all’ordine del giorno nell’incontro mondiale, che avviene 1 volta all’anno e deve essere approvato da tutti i 90 paesi membri.

Il bartender David Barreiro ,bar manager del Guarita Bar ,è uno dei creatori di questo progetto per la valorizzazione nazionale della cachaça e  racconta : “ Il rabo de galo è per un palato più internazionale ,facile da riprodurre, può essere fatto  in qualsiasi parte del mondo , a differenza della caipirinha , che richiede una tecnica e il lime, tra l’altro introvabile in alcuni paesi.

Visto che non ha alcuna ricetta fissa ,può essere bevuto tanto nei bar di paese come nei top bar ,la cosa importante è parlare dei suoi ingredienti ,in modo da renderlo personale e far sì che prenda caratteristiche sempre più regionali. In questo locali il cocktail prende vita con misure  “ ad occhio” sempre con ghiaccio di qualità, se viene servito con ghiaccio la percezione del bitter è minore e la potenza alcolica della cachaça diventa piu bassa, così diventa meno aggressivo e più facile da bere.

Immagine correlataLa qualità e il tipo di cachaça  ovviamente influiscono nel  gusto del cocktail, usando una bianca aumenti la percezione amara e la potenza alcolica, usando invece una cachaça invecchiata il cocktail diventa più complesso e più amabile.

Tra i vari vermouth/amari consigliati per la preparazione di questo cocktail si consiglia sempre Cinzano ma il mondo è  bello perché e vario, quindi potete usare Punt e Mes dando una spinta piu amara, Carpano Classico lega bene con invecchiate, Antica Formula con note di vaniglia e bouquet ricco lega ancora meglio con invecchiate oppure con il Cynar che  lo rende molto amaro , per gli amanti del bitter strong !

Ovviamente puoi accompagnare il tutto con un zest di limone nel bicchiere oppure aggiungere qualche goccia di Angostura nel drink.

Mirtillo e Cranberry sono la stessa cosa ?

 

Il mirtillo è una pianta del genere Vaccinium, appartenente alla famiglia delle Ericacee. Si tratta di un vegetale che cresce spontaneamente nell’emisfero boreale, e che conta circa 130 specie.

Mirtillo Nero 

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Vaccinium Myrtillus ” Mirtillo Nero”

Il mirtillo nero è  cresce spontaneamente in Europa ed è una pianta che raggiunge un’altezza di 20-40 centimetri.Il nome botanico è Vaccinium myrtillus e fa parte della famiglia dell’erica. Produce frutti blu viola commestibili e ricchi di antocianine che gli conferiscono la tipica pigmentazione.A scopo officinale si utilizzano le foglie e i frutti essicati e raccolti in estate.Sono ricchi di vitamina A e E, le quali rispettivamente rinforzano i tessuti e favoriscono la rigenerazione della cute. Per questa ragione, chi ha problemi di acne o chi invece vuole mantenere giovane la propria pelle li dovrebbe assolutamente

inserire nella propria dieta.

Secondo alcune ricerche effettuate in tempi recenti, in realtà gli integratori presentano tassi molto bassi delle sostanze benefiche del mirtillo, mentre un semplice succo ne contiene il doppio della quantità, oltre ad essere meno costoso.Del resto, medici e nutrizionisti continuano a dirci che le proprietà di frutta e verdura si mantengono solo nel loro ambiente naturale. Meglio risparmiare, dunque, e guadagnare di più per la propria salute.

Mirtillo Rosso ” Cranberry “

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Vaccinium Macrocarpon ” Mirtillo Rosso Americano” 

Il cranberry, nome scientifico Vaccinium macrocarpon, è una bacca di colore rosso intenso che cresce esclusivamente in Massachusetts, New Jersey, Oregon, Washington, Wisconsin e in alcune zone del Canada e del Cile. Viene coltivato nei suoli sabbiosi e ricchi di acqua, che nel periodo della raccolta, tra maggio e ottobre, offrono in lontananza un eccezionale spettacolo cromatico. Solo il 12 per cento del raccolto viene consumato come frutto fresco; tutto il restante viene destinato all’industria alimentare sotto forma di succo per le bevande e di frutta essiccata per lavorazioni varie.
Il succo di cranberry, bevuto regolarmente, rappresenta un’ottima alternativa per contrastare in modo semplice e gustoso il rischio di osteoporosi, proprio perché naturalmente ricco di calcio. E’ ampiamente documentato che i tannini condensati contenuti nel cranberry  inibiscono l’azione dei batteri letteralmente avvolgendoli.

Dalla spremitura dei mirtilli si ottiene un ottimi succo da bere fresco, che può essere anche utilizzato come ingrediente di cocktail ed aperitivi, oppure per la produzione di bevande alcoliche. Il cosiddetto “vino di mirtilli” è ad esempio preparato facendo fermentare il succo di mirtilli, mentre attraverso un processo di distillazione è anche possibile ottenere una vera e propria acquavite di mirtilli, il cui sapore è simile a quello del kirsch e la cui produzione è particolarmente fiorente in Francia e Germania. Nel nostro Paese, il succo o i mirtilli interi vengono utilizzati più frequentemente per la preparazione casalinga di liquoritradizionali o di ottime grappe aromatizzate

 

 

 

Boulevardier − Il classico che non muore mai.

Risultati immagini per boulevardier storiaIl Boulevardier è una variazione del Negroni, la sua preparazione prevede infatti che il gin sia sostituito dal whiskey. Quando si parla di Boulevardier, parliamo di whiskey (Americano) e non di whisky (Scotch).

 

 

 

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Harry McElhone

Fu Edward Erskine Gwynne, un americano, a dare il nome a questo cocktail negli anni 20. Edward Gwynne aveva lasciato gli Stati Uniti in cerca di avventura, durante il suo soggiorno a Parigi decise di iniziare a pubblicare una sua rivista chiamata Boulevardier; prendeva ispirazione dal New Yorker. Leggenda vuole che questo cocktail fosse stato ideato proprio da Gwynne e che egli decise di condividere la ricetta con Harry McElhone. Harry McElhone era il barman del Harry’s New York Bar a Parigi, uno dei bar più famosi della città, tanto che è tutt’oggi in attività. McElhone era uno scozzese trasferito in America per lavoro, ma si era successivamente visto costretto ad abbandonare il paese per via del proibizionismo, gli piacque tanto la ricetta di Gwynne che decise di aggiungerla al suo libro “Barflies and Cocktails” rendendola così immortale. Come in molti racconti romantici Gwynne morì povero e solo, ma il suo nome resterà per sempre legato al Boulevardier, un cocktail che ancora oggi è servito nei migliori cocktail bar.

 

Il Boulevardier è uno dei cocktail classici più conosciuti, servito in tutto il mondo e apprezzato da tutti gli amanti di vermouth e whiskey. Gli ingredienti che lo compongono sono perfettamente bilanciati e anche grazie al suo gusto agrodolce con aromi di legno e dolciastri è una scelta perfetta per l’aperitivo.

La prossima volta che sei ad un aperitivo e vuoi distinguerti con una scelta di classe, ordina un Boulevardier.

Questi sono gli ingredienti:

  • 30ml Campari
  • 30ml Vermouth dolce
  • 45ml Bourbon o Rye Whiskey

Unite gli ingredienti in un mixin glass  pieno di ghiaccio. Mescolate per far raffreddare il liquido. Versate il liquido in un bicchiere da cocktail( coppetta oppure on th rock’s ) e guarnite con una scorza d’arancia o una ciliegina. Per un servizio perfetto tenete il bicchiere che userete in freezer, così da mantenerlo ghiacciato.

Ma come è nata l’idea di Red Bull?

 

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Dietrich Mateschitz  

La Red Bull viene fondata da Dietrich Mateschitz nel 1984, ma in realtà la sua storia prende il via molto tempo prima.Il business dell’energy drink più famoso del mondo nasce, in effetti, quasi casualmente: Mateschitz, durante un viaggio di lavoro, giunge a Bangkok, capitale della Thailandia, e qui, per risollevarsi dal fuso orario, beve la cosiddetta Krating Daeng, una bibita locale rigenerante il cui nome significa più o meno “bufalo rosso d’acqua”.

Si tratta di una bevanda alquanto popolare nel continente asiatico, a base di Lipovitan, che incontra un notevole successo soprattutto tra i contadini e i camionisti, che grazie a essa riescono a contrastare la stanchezza e a lavorare anche di notte, la ricetta della bevanda, quindi, viene modificata e resa più conforme ai gusti occidentali, aggiungendo dell’anidride carbonica. Vengono cambiati anche il nome e il packaging: nasce ufficialmente la Red Bull (in italiano, “toro rosso”).

Gli inizi non sono dei più semplici, anche perché le autorità austriache impongono test severi prima di concedere la licenza che permette l’importazione della bevanda in Europa. Non sono in pochi, infatti, a ritenere la Red Bull simile a una droga in grado di suscitare dipendenza, soprattutto a causa della taurina: si tratta di un aminoacido che stimola il sistema nervoso, la circolazione del sangue e il metabolismo.

Il primo anno si conclude con un milione di lattine vendute, e con un deficit equivalente a circa 830mila euro: numeri non proprio facili da digerire.

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Lattine ” Sleek Cans “

L’azienda austriaca, infatti, mette in vendita la bevanda in lattine in alluminio, “sleek cans”, slanciate verso l’alto, dal disegno poco complicato ma di sicuro impatto.

Il logo è costituito da due tori rossi opposti al sole, situato su quattro parallelogrammi argento e blu affiancati e sovrapposti, accompagnato dallo slogan “Red Bull ti mette le ali” conosciuto da tutti ancora oggi.

Nel giro di poco tempo, la Red Bull, bevanda dallo strano sapore e dal colore non invitante, diventa un fenomeno planetario, diffondendosi dapprima in Austria e in Ungheria, e poi in Gran Bretagna. In Germania, addirittura, i produttori non sono in grado di soddisfare tutte le richieste, con un milione di lattine vendute ogni giorno.

L’unico ostacolo sembra provenire dalla Francia, che vieta momentaneamente la vendita della bevanda a causa della presenza di taurina e di quantitativi di caffeina equivalenti a dodici tazze di caffè ma anche Parigi, alla fine, si arrende allo strapotere di Red Bull.

 

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Modello F1 Red Bull 2016

Il marchio di Mateschitz, quindi, si espande e, grazie alla sua riconoscibilità, viene sempre più spesso associato allo sport: non è un caso che Red Bull entri in Formula 1, vincendo addirittura due Mondiali, ma anche nel calcio, con le sponsorizzazioni dei New York’s Red Bulls, del Red Bull Brasil, del Red Bull Salisburgo e del Red Bull Leipzig.

Contemporaneamente al successo, si sviluppa, naturalmente, l’invidia dei competitor, e con essa fioriscono le leggende metropolitane: per esempio, si dice che la taurina venga direttamente estratta dai testicoli di toro, o che la bevanda provochi gravi danni alla salute.

In realtà Mateschitz gioca e si avvantaggia di queste dicerie, e rende sempre più solido il marchio Red Bull: il fatturato del 2010 arriva a tre miliardi di euro, grazie a qualcosa come quattro miliardi di lattine vendute in tutto il mondo.

Harvey WallBanger -Storia e Ricetta di un classico dimenticato.

gharveyIl cocktail Harvey Wallbanger nacque nell’America nel 1969, in occasione dell’ennesima vittoria del surfista Harvey, il quale per festeggiare chiese al barman una variante del suo cocktail preferito, lo ScrewDriver, al quale venne aggiunto il liquore Galliano. Il campione di Surf gradi’ molto il drink e esagerò bevendone uno in più, cosi all’uscita del locale completamente ubriaco andò a sbattere contro un muro, da qui l’origine del suo nome “Harvey Wallbanger“, che descrive letteralmente l’episodio.Altri invece pensano che la sbronza sia stata per motivi opposti ,cioè dopo la sconfitta di “Harvey ” , essendo il super favorito  e non avendo la minima idea di come ciò fosse avvenuto trovò la pace nell’alcool,infatti alla fine ubriaco come una spugna battè ripetutamente la testa al muro come punizione per gli errori commessi.

Risultati immagini per coniglio harveyUn’altra versione molto conosciuta è che il nome derivi dal coniglio gigante che nel film “Harvey ” parlava a James Stewart  quando sbatteva contro un muro, appunto wallbanger in inglese.

Come preparare un “Harvey WallBanger ” ?

 

  • 4,5 cl  Vodka Neutra
  •  1,5 cl Liquore Galliano
  • 9.0 cl Spremuta d’arancia

Per preparare il cocktail Harvey Wallbanger è sufficiente: versare nell’highball pieno di ghiaccio la vodka e la spremuta d’arancia e mescolare con il bar spoon; prima di servire si aggiunge il liquore galliano, e come decorazioni una fetta d’arancia ed una ciliegia al maraschino.
Il grado alcolico del cocktail Harvey Wallbanger, preparato secondo le quantità specificate nella ricetta tradizionale, è pari a circa 17.7% Vol.

Ginger Ale e Ginger Beer qual’è la differenza ?

Risultati immagini per ginger aleGinger Ale 

Il ginger ale è un soft drink analcolico a base di estratto di zenzero sul quale spesso si fa confusione , è per lo più diffuso nel mondo anglosassone, una vera istituzione negli Stati Uniti, dove si dice sia stato inventato, e in Canada. In questi Paesi esiste in ben due versioni: dry-pale e golden. Il dry ginger ale, dal sapore meno piccante rispetto al golden, è più spesso usato per essere miscelato ad altre bevande alcoliche, come il Pimm’s; il golden ginger ale, invece, è più raro della versione dry e ha un colore più scuro. In Italia, attualmente, è quasi introvabile, l’uso del ginger ale nei cocktail alcolici è molto diffuso, e ha radici durante il Proibizionismo,

Il ginger ale è usata come rimedio popolare per prevenire o alleviare il mal di mare, per sistemare stomaci in disordine e per espettorare tossi e mal di gola. Ha un alto contenuto di zuccheri che può causare uno scompenso osmotico dell’intestino più dell’effetto desiderato dello zenzero.

È molto usata nei cocktail, specialmente analcolici come lo Shirley Temple. Viene a volte usata come sostituto analcolico dello champagne, dato che hanno un aspetto simile. Viene anche usata assieme al Southern Comfort nell’omonimo cocktail “southern comfort & ginger ale”

 

Ginger Beer

LRisultati immagini per ginger beera ‘ginger beer’ nasce nel 1700 in Inghilterra e viene poi esportata nel mondo intero. La preparazione della ‘ginger beer’ richiedeva l’uso di contenitori di terracotta particolarmente robusti e sigillati con uno smalto speciale (inventato in Inghilterra e noto come ‘Bristol glaze’) che manteneva la pressione all’interno del contenitore.

Per il suo basso contenuto alcolico, la ginger ‘beer’ è una bibita molto popolare tra i ragazzi della Gran Bretagna,I predecessori delle moderne bibite gasate erano in genere preparati in casa. Alla fine del 19 secolo, erano chiamate ‘small beers’ (letteralmente ‘birre piccole’) alcune bevande a contenuto alcolico molto ridotto. Queste erano più ‘sicure’ dell’acqua, che era invece spesso contaminata.È composta da zenzero, zucchero, acqua, succo di limone e lievito.Può essere prodotta tramite infusione o tramite carbonatazione ed esiste sia nella variante alcolica (a basso contenuto di etanolo) sia in quella analcolica.

È ingrediente essenziale di alcuni cocktail come il Moscow Mule.

Lo sapevi che tanti prodotti comuni contengono “nemici” insospettabili ?Ecco alcuni additivi “animali”

Quando si sceglie diventare vegani, quella che si  abbraccia non è solo una dieta, ma una filosofia di vita, che implica l’eliminazione di tutti quei prodotti che presuppongono la presenza di ingredienti o additivi di origine animale.

1) E120, cocciniglia

Risultati immagini per cocciniglia rossaL’E120 (cocciniglia) è un colorante naturale che si ricava dal corpo essiccato di alcuni insetti (Coccus Cacti) che si nutrono della linfa di piante. Questa sostanza dal colore rosso (detto anche Carminio), è presente soltanto nelle femmine e raggiunge la massima concentrazione in quelle gravide. Gli insetti vengono allevati naturalmente sulle pale dei fichi d’india e le femmine vengono raccolte (staccandole con delle lamine metalliche) poco prima della deposizione delle uova, ed essiccate. Dal loro corpo viene estratto il colorante che può essere usato in tintoria, nell’industria dolciaria, per la colorazione di liquori o bibite rosse (o arancio scuro) e l’inchiostro e in prodotti cosmetici.L’E120 si trova anche sotto il nome di carminio o acido carminico. La polvere colorata è estratta e filtrata dai corpi riscaldati ed essicati dell’insetto femmina. Ci vogliono 70.000 coleotteri per fare un chilo di carminio buono sul mercato.Questo si può trovare facilmente in bevande alla frutta, salse, ciliegie candite in barattolo, ma è spesso anche usato nei cosmetici o addirittura nelle pitture ad olio o negli acquarelli per colorare.Solitamente quando viene utilizzato come additivo alimentare, il carminio deve essere inserito negli ingredienti presenti nell’etichetta sulla confezione

2) E542, fosfato di ossa edule

Il fosfato d’ossa è un additivo derivato dai resti delle ossa delle carcasse di animali macellati, come mucche e maiali. Il fosfato d’ossa può essere utilizzato come antiagglomerante, ma anche come fonte di fosforo negli integratori alimentari. L’uso principale è nel settore cosmetico, dove viene utilizzato per esempio in alcuni dentifrici.

3) E904 , gommalacca

Risultati immagini per Kerria laccaLa gommalacca è una fragile e scagliosa secrezione dell’insetto dell’ordine degli emitteri Kerria lacca, presente nelle foreste di Assam e Thailandia. È usata dalla metà del XIX secolo per produrre piccoli oggetti come cornici, scatole, articoli da toeletta, gioielleria, calamai ed anche protesi dentarie. Essendo commestibile, la gommalacca è stata usata come agente lucidante per pillole e caramelle. A questo fine, è classificata come additivo alimentare con il numero E904 e viene ancora usata come rivestimento della frutta per impedirne il deperimento dopo la raccolta.

4) Castoreo

castoroPer prendere questa sostanza i castori vengono intrappolati e poi, nella migliore delle ipotesi sedati, oppure uccisi. Il castoreo, infatti, si trova nella borsa ghiandolare del castoro, tra l’ano e la base della coda. In Europa si usa solo in alcuni profumi, mentre negli USA è approvato anche come additivo alimentare. Nelle etichette, però, è definito semplicemente come “aroma naturale. Oggi viene utilizzata non solo nella preparazione di profumi e sigarette , ma anche nei cibi che nelle bevande, soprattutto per ricordare l’aroma di vaniglia o di lampone. Negli Usa, infatti, la Food and Drug Administration la considera come un additivo “generalmente sicuro” e gli gli scienziati alimentari aggiungono l’ingrediente nelle loro ricette, dai gelati alle caramelle.

Santiago De Cuba – Dove tutto è nato

Fondata nel 1515, Santiago de Cuba è una delle città più antiche di Cuba. È situata nel caldo sud-est dell’isola, e dista circa 880 km dall’Avana, capitale politico-culturale del paese dal 1607. Se l’Avana è la città che rappresenta Cuba nel mondo, Santiago è quella che meglio ne riassume l’anima calda e passionale.Risultati immagini per santiago de cuba

A Santiago de Cuba, il 4 febbraio 1862, venne fondata la prima distilleria per la produzione del Ron Ligero. Fu così che all’interno della Fabbrica più antica di Cuba si cominciò a produrre un ron gradevole delicato e raffinato quale esaltazione degli aromi autentici, dei sapori, della cultura e del popolo cubano. la Nave Don Pancho è il primo magazzino di invecchiamento di Cuba.

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Barili di Rovere ” Nave Don Pacho”

Il metodo di distillazione, d’invecchiamento nei barili di rovere e di miscela sviluppati a Cuba, e in particolare a Santiago de Cuba, continua a rappresentare ancora oggi la più alta espressione della tecnica di fabbricazione del Ron Ligero. Il Ron Santiago de Cuba ancora oggi viene prodotto, invecchiato e imbottigliato unicamente nella Fabbrica Santiago de Cuba, antica depositaria delle più fedeli tradizioni della cultura ronera cubana, in cui sono custoditi gelosamente le più squisite ed antiche riserve del Ron Ligero Cubano, solo in questo luogo si conserva la massima espressione della qualità del Ron Ligero cubano; le riserve delle riserve giaciono qui aspettando il momento nel quale i fortunati potranno gustare la più squisita essenza della terra cubana, tutto scrupolosamente controllato da un gruppo di Maestros Roneros altamente qualificati.

 

Il loro modo di produrre rum è unico poichè non c’è scuola che lo insegni: l’aspirante lo impara vivendo fianco a fianco del Maestro Ronero di Santiago de Cuba per anni e assorbendone gradualmente la cultura, i procedimenti, la cura e la passione, fino al giorno in cui viene ritenuto degno di cimentarsi nella prova finale: la sperimentazione di una nuova tipologia di rum. Partendo dalla base di alcuni barili selezionati l’aspirante Maestro Ronero dovrà interpretare l’anima del rum cubano sintetizzando, attraverso la creazione di un prodotto autentico, la ricca eredità della cultura e della tradizione ronera.

Secondo la tradizione cubana, tutti i Ron Santiago de Cuba vengono distillati in alambicco continuo, partendo dalla melassa fermentata nella Distilleria. La fase d’invecchiamento avviene ancora nel magazzino perfettamente conservato della Nave Don Pancho dove, sia le botti con più di 60 anni che l’esercito di nuovi barili apportano le loro vive qualità ai prodotti Ron Santiago de Cuba.20_foto.jpg

L’attuale Maestro Ronero di Santiago, Tranquilino Palencia Estruch detto “Tano”, nasce 65 anni fa a Santiago de Cuba. Il forte sentimento di appartenenza alla terra della sua famiglia, sviluppa in lui un profondo senso storico-culturale che lo renderà un’instancabile studioso della storia della città di Santiago de Cuba e della tradizione ronera fortemente radicata in essa.

A partire dal 1983 dedicherà anima e corpo alla scoperta dei segreti dell’industria ronera, approfondendo le proprie conoscenze tecnico-scientifiche presso la Fabbrica del Ron Santiago de Cuba e la Nave Don Pancho: la “cuna del Ron Ligero” dal 1862. Nel 2003 viene nominato Maestro Ronero dalla Corporacion Cuba Ron SA, come riconoscimento del lavoro svolto in sostegno allo sviluppo della cultura e della tradizione del rum di Santiago de Cuba, espressione della cultura e della storia della città stessa.Cattura.PNG

Il Maestro Tano è l’autore dei grandi prodotti della linea Ron Santiago de Cuba, partendo dal Carta Blanca, un vero tesoro del rum cubano, fino ai grandi invecchiati di 11, 12, 20 e 25. Il Maestro Tano ha concepito in questi prodotti la massima espressione delle migliori riserve del Ron Ligero cubano.

Secondo una credenza popolare i rum di Santiago de Cuba invecchiati nella Don Pancho sono particolarmente pregiati perché le vibrazioni provocate dalla vicina linea ferroviaria, eviterebbero la formazione di incrostazioni all’interno delle botti a vantaggio del processo d’invecchiamento, naturale al 100%. Certo è che la qualità che contraddistingue i prodotti Ron Santiago de Cuba ha a che vedere con la vicinanza della Fabbrica al mare e al tipico clima tropicale della città, con temperature calde e umidità elevata durante tutto l’arco dell’anno. Il clima tropicale infatti contribuisce ad accelerare naturalmente l’evaporazione dell’alcool ed il processo di fusione che genera le squisite riserve del Ron Santaigo de Cuba.

Il mango: la pianta e il frutto

Risultati immagini per mango fruttaIl mango è un frutto esotico che si sta facendo sempre più spazio anche sulle tavole occidentali, grazie soprattutto alle sue tante proprietà, oltre che, naturalmente, al suo gusto buonissimo.A molti sarà capitato, mangiando questo frutto, di chiedersi da dove viene questa delizia così esotica. La pianta non nasce infatti in Europa, ma ha le sue origini in India ed è comune in tutte le zone tropicali.

Il mango è considerato un frutto sacro dagli indiani, che lo coltivano da tempi molto remoti e ben conoscono le sue proprietà. Gli indù lo usavano come ornamento dei templi, ma sono tanti i racconti e le leggende locali che lo citano, raccontandone la storia e spiegandone in maniera differente le origini. Le foglie dell’albero, ma anche i frutti, sono spesso utilizzati per decorare i banchetti di feste e sagre, soprattutto durante i matrimoni, sia in Bangladesh che nelle Filippine.

Il significato del termine “mango” deriva all’origine da “Tamil maangai”: in Portogallo il sintagma diventa “manga” e questo è il termine che viene citato in un testo portoghese del 1500 e che arriva anche in Italia.Risultati immagini per albero di mango

Un mango può arrivare a pesare anche un chilo, ma in genere viene messo in vendita con un peso di 300/400 grammi. Per la descrizione del frutto cominciano dalla buccia, che può essere verde, gialla o rossa; la polpa è giallo-arancio e dovrebbe essere morbida, sugosa e profumata.

La raccolta più opportuna avviene quando il frutto è maturo e si stacca facilmente dal ramo.

Le varietà di mango sono tante: il mango rosso, giallo, verde, il mango africano, brasiliano, spagnolo, tropicale, indiano e australiano.

In Italia è un frutto quasi senza stagione, poiché si trova sul mercato in ogni periodo dell’anno, essendo diverse le zone di coltivazione.

Si trova ormai in tutti i supermercati e non è quindi difficile trovare dove si compra. Per quanto riguarda il costo: il prezzo del mango va dai 3 ai 6 euro, a seconda della pezzatura e della varietà.