Ma come è nata l’idea di Red Bull?

 

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Dietrich Mateschitz  

La Red Bull viene fondata da Dietrich Mateschitz nel 1984, ma in realtà la sua storia prende il via molto tempo prima.Il business dell’energy drink più famoso del mondo nasce, in effetti, quasi casualmente: Mateschitz, durante un viaggio di lavoro, giunge a Bangkok, capitale della Thailandia, e qui, per risollevarsi dal fuso orario, beve la cosiddetta Krating Daeng, una bibita locale rigenerante il cui nome significa più o meno “bufalo rosso d’acqua”.

Si tratta di una bevanda alquanto popolare nel continente asiatico, a base di Lipovitan, che incontra un notevole successo soprattutto tra i contadini e i camionisti, che grazie a essa riescono a contrastare la stanchezza e a lavorare anche di notte, la ricetta della bevanda, quindi, viene modificata e resa più conforme ai gusti occidentali, aggiungendo dell’anidride carbonica. Vengono cambiati anche il nome e il packaging: nasce ufficialmente la Red Bull (in italiano, “toro rosso”).

Gli inizi non sono dei più semplici, anche perché le autorità austriache impongono test severi prima di concedere la licenza che permette l’importazione della bevanda in Europa. Non sono in pochi, infatti, a ritenere la Red Bull simile a una droga in grado di suscitare dipendenza, soprattutto a causa della taurina: si tratta di un aminoacido che stimola il sistema nervoso, la circolazione del sangue e il metabolismo.

Il primo anno si conclude con un milione di lattine vendute, e con un deficit equivalente a circa 830mila euro: numeri non proprio facili da digerire.

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Lattine ” Sleek Cans “

L’azienda austriaca, infatti, mette in vendita la bevanda in lattine in alluminio, “sleek cans”, slanciate verso l’alto, dal disegno poco complicato ma di sicuro impatto.

Il logo è costituito da due tori rossi opposti al sole, situato su quattro parallelogrammi argento e blu affiancati e sovrapposti, accompagnato dallo slogan “Red Bull ti mette le ali” conosciuto da tutti ancora oggi.

Nel giro di poco tempo, la Red Bull, bevanda dallo strano sapore e dal colore non invitante, diventa un fenomeno planetario, diffondendosi dapprima in Austria e in Ungheria, e poi in Gran Bretagna. In Germania, addirittura, i produttori non sono in grado di soddisfare tutte le richieste, con un milione di lattine vendute ogni giorno.

L’unico ostacolo sembra provenire dalla Francia, che vieta momentaneamente la vendita della bevanda a causa della presenza di taurina e di quantitativi di caffeina equivalenti a dodici tazze di caffè ma anche Parigi, alla fine, si arrende allo strapotere di Red Bull.

 

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Modello F1 Red Bull 2016

Il marchio di Mateschitz, quindi, si espande e, grazie alla sua riconoscibilità, viene sempre più spesso associato allo sport: non è un caso che Red Bull entri in Formula 1, vincendo addirittura due Mondiali, ma anche nel calcio, con le sponsorizzazioni dei New York’s Red Bulls, del Red Bull Brasil, del Red Bull Salisburgo e del Red Bull Leipzig.

Contemporaneamente al successo, si sviluppa, naturalmente, l’invidia dei competitor, e con essa fioriscono le leggende metropolitane: per esempio, si dice che la taurina venga direttamente estratta dai testicoli di toro, o che la bevanda provochi gravi danni alla salute.

In realtà Mateschitz gioca e si avvantaggia di queste dicerie, e rende sempre più solido il marchio Red Bull: il fatturato del 2010 arriva a tre miliardi di euro, grazie a qualcosa come quattro miliardi di lattine vendute in tutto il mondo.

Harvey WallBanger -Storia e Ricetta di un classico dimenticato.

gharveyIl cocktail Harvey Wallbanger nacque nell’America nel 1969, in occasione dell’ennesima vittoria del surfista Harvey, il quale per festeggiare chiese al barman una variante del suo cocktail preferito, lo ScrewDriver, al quale venne aggiunto il liquore Galliano. Il campione di Surf gradi’ molto il drink e esagerò bevendone uno in più, cosi all’uscita del locale completamente ubriaco andò a sbattere contro un muro, da qui l’origine del suo nome “Harvey Wallbanger“, che descrive letteralmente l’episodio.Altri invece pensano che la sbronza sia stata per motivi opposti ,cioè dopo la sconfitta di “Harvey ” , essendo il super favorito  e non avendo la minima idea di come ciò fosse avvenuto trovò la pace nell’alcool,infatti alla fine ubriaco come una spugna battè ripetutamente la testa al muro come punizione per gli errori commessi.

Risultati immagini per coniglio harveyUn’altra versione molto conosciuta è che il nome derivi dal coniglio gigante che nel film “Harvey ” parlava a James Stewart  quando sbatteva contro un muro, appunto wallbanger in inglese.

Come preparare un “Harvey WallBanger ” ?

 

  • 4,5 cl  Vodka Neutra
  •  1,5 cl Liquore Galliano
  • 9.0 cl Spremuta d’arancia

Per preparare il cocktail Harvey Wallbanger è sufficiente: versare nell’highball pieno di ghiaccio la vodka e la spremuta d’arancia e mescolare con il bar spoon; prima di servire si aggiunge il liquore galliano, e come decorazioni una fetta d’arancia ed una ciliegia al maraschino.
Il grado alcolico del cocktail Harvey Wallbanger, preparato secondo le quantità specificate nella ricetta tradizionale, è pari a circa 17.7% Vol.

Ginger Ale e Ginger Beer qual’è la differenza ?

Risultati immagini per ginger aleGinger Ale 

Il ginger ale è un soft drink analcolico a base di estratto di zenzero sul quale spesso si fa confusione , è per lo più diffuso nel mondo anglosassone, una vera istituzione negli Stati Uniti, dove si dice sia stato inventato, e in Canada. In questi Paesi esiste in ben due versioni: dry-pale e golden. Il dry ginger ale, dal sapore meno piccante rispetto al golden, è più spesso usato per essere miscelato ad altre bevande alcoliche, come il Pimm’s; il golden ginger ale, invece, è più raro della versione dry e ha un colore più scuro. In Italia, attualmente, è quasi introvabile, l’uso del ginger ale nei cocktail alcolici è molto diffuso, e ha radici durante il Proibizionismo,

Il ginger ale è usata come rimedio popolare per prevenire o alleviare il mal di mare, per sistemare stomaci in disordine e per espettorare tossi e mal di gola. Ha un alto contenuto di zuccheri che può causare uno scompenso osmotico dell’intestino più dell’effetto desiderato dello zenzero.

È molto usata nei cocktail, specialmente analcolici come lo Shirley Temple. Viene a volte usata come sostituto analcolico dello champagne, dato che hanno un aspetto simile. Viene anche usata assieme al Southern Comfort nell’omonimo cocktail “southern comfort & ginger ale”

 

Ginger Beer

LRisultati immagini per ginger beera ‘ginger beer’ nasce nel 1700 in Inghilterra e viene poi esportata nel mondo intero. La preparazione della ‘ginger beer’ richiedeva l’uso di contenitori di terracotta particolarmente robusti e sigillati con uno smalto speciale (inventato in Inghilterra e noto come ‘Bristol glaze’) che manteneva la pressione all’interno del contenitore.

Per il suo basso contenuto alcolico, la ginger ‘beer’ è una bibita molto popolare tra i ragazzi della Gran Bretagna,I predecessori delle moderne bibite gasate erano in genere preparati in casa. Alla fine del 19 secolo, erano chiamate ‘small beers’ (letteralmente ‘birre piccole’) alcune bevande a contenuto alcolico molto ridotto. Queste erano più ‘sicure’ dell’acqua, che era invece spesso contaminata.È composta da zenzero, zucchero, acqua, succo di limone e lievito.Può essere prodotta tramite infusione o tramite carbonatazione ed esiste sia nella variante alcolica (a basso contenuto di etanolo) sia in quella analcolica.

È ingrediente essenziale di alcuni cocktail come il Moscow Mule.

Lo sapevi che tanti prodotti comuni contengono “nemici” insospettabili ?Ecco alcuni additivi “animali”

Quando si sceglie diventare vegani, quella che si  abbraccia non è solo una dieta, ma una filosofia di vita, che implica l’eliminazione di tutti quei prodotti che presuppongono la presenza di ingredienti o additivi di origine animale.

1) E120, cocciniglia

Risultati immagini per cocciniglia rossaL’E120 (cocciniglia) è un colorante naturale che si ricava dal corpo essiccato di alcuni insetti (Coccus Cacti) che si nutrono della linfa di piante. Questa sostanza dal colore rosso (detto anche Carminio), è presente soltanto nelle femmine e raggiunge la massima concentrazione in quelle gravide. Gli insetti vengono allevati naturalmente sulle pale dei fichi d’india e le femmine vengono raccolte (staccandole con delle lamine metalliche) poco prima della deposizione delle uova, ed essiccate. Dal loro corpo viene estratto il colorante che può essere usato in tintoria, nell’industria dolciaria, per la colorazione di liquori o bibite rosse (o arancio scuro) e l’inchiostro e in prodotti cosmetici.L’E120 si trova anche sotto il nome di carminio o acido carminico. La polvere colorata è estratta e filtrata dai corpi riscaldati ed essicati dell’insetto femmina. Ci vogliono 70.000 coleotteri per fare un chilo di carminio buono sul mercato.Questo si può trovare facilmente in bevande alla frutta, salse, ciliegie candite in barattolo, ma è spesso anche usato nei cosmetici o addirittura nelle pitture ad olio o negli acquarelli per colorare.Solitamente quando viene utilizzato come additivo alimentare, il carminio deve essere inserito negli ingredienti presenti nell’etichetta sulla confezione

2) E542, fosfato di ossa edule

Il fosfato d’ossa è un additivo derivato dai resti delle ossa delle carcasse di animali macellati, come mucche e maiali. Il fosfato d’ossa può essere utilizzato come antiagglomerante, ma anche come fonte di fosforo negli integratori alimentari. L’uso principale è nel settore cosmetico, dove viene utilizzato per esempio in alcuni dentifrici.

3) E904 , gommalacca

Risultati immagini per Kerria laccaLa gommalacca è una fragile e scagliosa secrezione dell’insetto dell’ordine degli emitteri Kerria lacca, presente nelle foreste di Assam e Thailandia. È usata dalla metà del XIX secolo per produrre piccoli oggetti come cornici, scatole, articoli da toeletta, gioielleria, calamai ed anche protesi dentarie. Essendo commestibile, la gommalacca è stata usata come agente lucidante per pillole e caramelle. A questo fine, è classificata come additivo alimentare con il numero E904 e viene ancora usata come rivestimento della frutta per impedirne il deperimento dopo la raccolta.

4) Castoreo

castoroPer prendere questa sostanza i castori vengono intrappolati e poi, nella migliore delle ipotesi sedati, oppure uccisi. Il castoreo, infatti, si trova nella borsa ghiandolare del castoro, tra l’ano e la base della coda. In Europa si usa solo in alcuni profumi, mentre negli USA è approvato anche come additivo alimentare. Nelle etichette, però, è definito semplicemente come “aroma naturale. Oggi viene utilizzata non solo nella preparazione di profumi e sigarette , ma anche nei cibi che nelle bevande, soprattutto per ricordare l’aroma di vaniglia o di lampone. Negli Usa, infatti, la Food and Drug Administration la considera come un additivo “generalmente sicuro” e gli gli scienziati alimentari aggiungono l’ingrediente nelle loro ricette, dai gelati alle caramelle.

Santiago De Cuba – Dove tutto è nato

Fondata nel 1515, Santiago de Cuba è una delle città più antiche di Cuba. È situata nel caldo sud-est dell’isola, e dista circa 880 km dall’Avana, capitale politico-culturale del paese dal 1607. Se l’Avana è la città che rappresenta Cuba nel mondo, Santiago è quella che meglio ne riassume l’anima calda e passionale.Risultati immagini per santiago de cuba

A Santiago de Cuba, il 4 febbraio 1862, venne fondata la prima distilleria per la produzione del Ron Ligero. Fu così che all’interno della Fabbrica più antica di Cuba si cominciò a produrre un ron gradevole delicato e raffinato quale esaltazione degli aromi autentici, dei sapori, della cultura e del popolo cubano. la Nave Don Pancho è il primo magazzino di invecchiamento di Cuba.

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Barili di Rovere ” Nave Don Pacho”

Il metodo di distillazione, d’invecchiamento nei barili di rovere e di miscela sviluppati a Cuba, e in particolare a Santiago de Cuba, continua a rappresentare ancora oggi la più alta espressione della tecnica di fabbricazione del Ron Ligero. Il Ron Santiago de Cuba ancora oggi viene prodotto, invecchiato e imbottigliato unicamente nella Fabbrica Santiago de Cuba, antica depositaria delle più fedeli tradizioni della cultura ronera cubana, in cui sono custoditi gelosamente le più squisite ed antiche riserve del Ron Ligero Cubano, solo in questo luogo si conserva la massima espressione della qualità del Ron Ligero cubano; le riserve delle riserve giaciono qui aspettando il momento nel quale i fortunati potranno gustare la più squisita essenza della terra cubana, tutto scrupolosamente controllato da un gruppo di Maestros Roneros altamente qualificati.

 

Il loro modo di produrre rum è unico poichè non c’è scuola che lo insegni: l’aspirante lo impara vivendo fianco a fianco del Maestro Ronero di Santiago de Cuba per anni e assorbendone gradualmente la cultura, i procedimenti, la cura e la passione, fino al giorno in cui viene ritenuto degno di cimentarsi nella prova finale: la sperimentazione di una nuova tipologia di rum. Partendo dalla base di alcuni barili selezionati l’aspirante Maestro Ronero dovrà interpretare l’anima del rum cubano sintetizzando, attraverso la creazione di un prodotto autentico, la ricca eredità della cultura e della tradizione ronera.

Secondo la tradizione cubana, tutti i Ron Santiago de Cuba vengono distillati in alambicco continuo, partendo dalla melassa fermentata nella Distilleria. La fase d’invecchiamento avviene ancora nel magazzino perfettamente conservato della Nave Don Pancho dove, sia le botti con più di 60 anni che l’esercito di nuovi barili apportano le loro vive qualità ai prodotti Ron Santiago de Cuba.20_foto.jpg

L’attuale Maestro Ronero di Santiago, Tranquilino Palencia Estruch detto “Tano”, nasce 65 anni fa a Santiago de Cuba. Il forte sentimento di appartenenza alla terra della sua famiglia, sviluppa in lui un profondo senso storico-culturale che lo renderà un’instancabile studioso della storia della città di Santiago de Cuba e della tradizione ronera fortemente radicata in essa.

A partire dal 1983 dedicherà anima e corpo alla scoperta dei segreti dell’industria ronera, approfondendo le proprie conoscenze tecnico-scientifiche presso la Fabbrica del Ron Santiago de Cuba e la Nave Don Pancho: la “cuna del Ron Ligero” dal 1862. Nel 2003 viene nominato Maestro Ronero dalla Corporacion Cuba Ron SA, come riconoscimento del lavoro svolto in sostegno allo sviluppo della cultura e della tradizione del rum di Santiago de Cuba, espressione della cultura e della storia della città stessa.Cattura.PNG

Il Maestro Tano è l’autore dei grandi prodotti della linea Ron Santiago de Cuba, partendo dal Carta Blanca, un vero tesoro del rum cubano, fino ai grandi invecchiati di 11, 12, 20 e 25. Il Maestro Tano ha concepito in questi prodotti la massima espressione delle migliori riserve del Ron Ligero cubano.

Secondo una credenza popolare i rum di Santiago de Cuba invecchiati nella Don Pancho sono particolarmente pregiati perché le vibrazioni provocate dalla vicina linea ferroviaria, eviterebbero la formazione di incrostazioni all’interno delle botti a vantaggio del processo d’invecchiamento, naturale al 100%. Certo è che la qualità che contraddistingue i prodotti Ron Santiago de Cuba ha a che vedere con la vicinanza della Fabbrica al mare e al tipico clima tropicale della città, con temperature calde e umidità elevata durante tutto l’arco dell’anno. Il clima tropicale infatti contribuisce ad accelerare naturalmente l’evaporazione dell’alcool ed il processo di fusione che genera le squisite riserve del Ron Santaigo de Cuba.

Il mango: la pianta e il frutto

Risultati immagini per mango fruttaIl mango è un frutto esotico che si sta facendo sempre più spazio anche sulle tavole occidentali, grazie soprattutto alle sue tante proprietà, oltre che, naturalmente, al suo gusto buonissimo.A molti sarà capitato, mangiando questo frutto, di chiedersi da dove viene questa delizia così esotica. La pianta non nasce infatti in Europa, ma ha le sue origini in India ed è comune in tutte le zone tropicali.

Il mango è considerato un frutto sacro dagli indiani, che lo coltivano da tempi molto remoti e ben conoscono le sue proprietà. Gli indù lo usavano come ornamento dei templi, ma sono tanti i racconti e le leggende locali che lo citano, raccontandone la storia e spiegandone in maniera differente le origini. Le foglie dell’albero, ma anche i frutti, sono spesso utilizzati per decorare i banchetti di feste e sagre, soprattutto durante i matrimoni, sia in Bangladesh che nelle Filippine.

Il significato del termine “mango” deriva all’origine da “Tamil maangai”: in Portogallo il sintagma diventa “manga” e questo è il termine che viene citato in un testo portoghese del 1500 e che arriva anche in Italia.Risultati immagini per albero di mango

Un mango può arrivare a pesare anche un chilo, ma in genere viene messo in vendita con un peso di 300/400 grammi. Per la descrizione del frutto cominciano dalla buccia, che può essere verde, gialla o rossa; la polpa è giallo-arancio e dovrebbe essere morbida, sugosa e profumata.

La raccolta più opportuna avviene quando il frutto è maturo e si stacca facilmente dal ramo.

Le varietà di mango sono tante: il mango rosso, giallo, verde, il mango africano, brasiliano, spagnolo, tropicale, indiano e australiano.

In Italia è un frutto quasi senza stagione, poiché si trova sul mercato in ogni periodo dell’anno, essendo diverse le zone di coltivazione.

Si trova ormai in tutti i supermercati e non è quindi difficile trovare dove si compra. Per quanto riguarda il costo: il prezzo del mango va dai 3 ai 6 euro, a seconda della pezzatura e della varietà.

Maracujà e Passion Fruit sono la stessa cosa ?

Passion Fruit :

Risultati immagini per passion fruitOriginario del Brasile si produce in Zimbabwe, Kenya, Sud Africa.

Il “frutto della passione” deve il suo nome ai missionari spagnoli che, scoprendo la pianta in Sud America, hanno osservato che le parti dei fiori assomigliano agli strumenti della passione e della crocifissione di Cristo (parte superiore delle spine, dei martelli e dei chiodi). Ci sono circa 400 varietà differenti di questa pianta, di cui soltanto una trentina producono i frutti commestibili; pochi di questi arrivano sui nostri mercati.

Nelle varietà commercialmente vendute, la scorza è color porpora con sfumature verdi. Mentre la frutta matura, la pelle si assottiglia e raggrinzisce. Il frutto con la pellicola liscia ha un gusto più acidulo, quello con la pellicola leggermente raggrinzita è più dolce. Il frutto avvizzito indica il superamento del grado di maturazione.

La polpa della passion fruit è vellutata, molto profumata, fragrante e rinfrescante, a volte acidula o zuccherina; è costituita da piccoli grani mucillaginosi di tre colori differenti: giallo, arancio e verde chiaro.Contiene anche i piccoli semi nerastri che sono croccanti e commestibili; può anche essere bianca o incolore.

Le passion fruit non mature sono molto acide.

 

 Maracujà :

Risultati immagini per maracujaLa Maracuja viola è originaria dal Brasile del sud estendendosi fino al Paraguay in Argentina del Nord. La forma gialla è di origine sconosciuta, o forse è originaria delle regioni Amazzoniche in Brasile.

I paesi come il Brasile, la Colombia ed il Venezuela hanno un’industria affermata da lungo tempo nella produzione di succo di Maracuja.

La Maracuja viola, nei luoghi di produzione, è preferita per il consumo di prodotto fresco; la varietà di colore giallo per la spremuta e per la produzione delle conserve.

E’ meglio consumarla quando è maturo ovvero quando la sua buccia verde è un poco raggrinzita e spiegazzata.

Il succo di Maracuja può essere bollito fino a diventare uno sciroppo che è usato nel fare la salsa, la gelatina, i dessert, la caramella, il gelato, il sorbetto, la glassa della torta, e in generale in pasticceria, o nella preparazione di cocktail.

“Se i frutti della passione o maracuja al momento dell’acquisto hanno la buccia liscia e coriacea significa che non sono del tutto maturi e che la loro polpa è piuttosto acida. Quando sono maturi e quindi più dolci, questi frutti sono meno belli a vedersi e presentano una superficie piuttosto rugosa e spiegazzata, ma contengono una polpa più succosa e dolce. “

Diesus l’amaro del frate.

Risultati immagini per diesusDiesus è l’amaro del frate, sia per l’inconfondibile forma della sua bottiglia, che per il tradizionale gusto dell’amaro, tipico dei liquori storicamente prodotti nei conventi. Un amaro tradizionale, frutto dell’infusione in vini pregiati di oltre 30 erbe aromatiche tra le quali china, genziana e timo. Si consiglia di berlo oltre che come classico digestivo, anche con acqua tonica, come semplice dissetante l’inconfondibile forma della sua bottiglia, che per il tradizionale dell’amaro, tipico dei liquori storicamente prodotti nei conventi. Un amaro tradizionale, frutto dell’infusione in vini pregiati di oltre 30 erbe aromatiche. Si consiglia di berlo oltre che come classico digestivo, anche con acqua tonica, come semplice dissetante.

Diesus nasce negli anni Sessanta. Da sempre è uno dei prodotti di punta della Barbero 1891, azienda nata alla fine dell’Ottocento nel basso Piemonte, entrata a far parte del Gruppo Campari nel 2003. “L’amaro del frate” è uno dei primi claim pubblicitari diventato “d’uso comune” nell’Italia del dopoguerra.

Risultati immagini per campari logoVino aromatizzato amaro alla genziana, angelica, sandalo citrino, colombo, galanga, carciofo, sambuco, dittamo crettico, aloe del capo, china calisaya, salvia sclarea, cardamomo, maggiorana gentile, cardo santo, menta piperita, achillea moscata, issopo, centaurea minore, mandarino, arancio amaro, ginepro, anice stellato, camomilla romana, cerea montana, assenzio gentile, grana paradisi, assenzio pontico, luppolo fiori, assenzio romano, zedoaria, enula campana, timo montano, ireos, zenzero, cannella ceylon, rabarbaro cinese ed altre erbe benefiche infuse con antica formula piemontese.

Crodino, l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo.

Risultati immagini per storia del crodinoIl crodino nasce nel 1964 in Piemonte, nella città di Crodo, da cui prende il nome, un comune della Valle Antigorio a nord di Domodossola, come creazione dell’azienda omonima, la Crodo, imbottigliatrice dell’acqua di sorgente Lisiel.

Storicamente viene prodotto utilizzando l’acqua della sorgente locale e una miscela di varie erbe, frutta e spezie tra cui i chiodi di garofano, la noce moscata, il coriandolo e il cardamomo. La miscela rimane ad oggi segreta.Dal 1995 il crodino, e tutto il brand dell’acqua Crodo, entrano a far parte del gruppo Campari che rilancerà il prodotto con una buona comunicazione d’immagine e di marketing, tanto da farlo diventare attualmente l’aperitivo analcolico più consumato in Italia.

Il crodino viene ottenuto tramite la macerazione di alcune erbe e spezie, con aggiunta di acqua e zucchero, l’estratto viene lasciato riposare per 6 mesi in botti di rovere, per permettere l’armonizzazione di tutti i componenti con la purissima acqua della fonte Liesel. Ecco come il Crodino Acquisisce il suo inconfondibile gusto dolceamaro, unico e inimitabile Alcuni degli aromi che caratterizzano la ricetta segreta di Crodino sono chiodi di Garogano, Olio essenziale di Noce Moscata, Olio essenziale di Coriandolo, semi di Cardamomo. Questi profumi che rendono Crodino un vera eccellenza fa parte delle categoria dei sodt drinks frizzanti e zuccherati con un peculiare colore arancio e gusto leggermente amarognolo e agrumato.
Va servito freddo, con ghiaccio e una fettina d’arancia.Il crodino è reperibile in tutti i bar e i supermercati, ed è commercializzato in bottigliette di vetro da circa 20 cl.

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Gorilla “Crodino”

In Italia è molto conosciuto grazie alle campagne pubblicitarie ironiche e intelligenti (si pensi alle ultime con il gorilla o il vampiro come testimonial) con lo slogan di: “Crodino, l’analcolico biondo che fa impazzire il mondo”Dal 1995 il crodino, e tutto il brand dell’acqua Crodo, entrano a far parte del gruppo Campari che rilancerà il prodotto con una buona comunicazione d’immagine e di marketing, tanto da farlo diventare attualmente l’aperitivo analcolico più consumato in Italia.

 

Zucchero bianco , zucchero di canna e zucchero di canna integrale qual è la differenza?

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Barbabietola 

Lo zucchero bianco deriva dalla barbabietola dello zucchero ed è lo zucchero maggiormente utilizzato nelle nostre case. È uno zucchero composto solo ed esclusivamente da saccarosio, una molecola costituita a sua volta da glucosio e da fruttosio.

Lo zucchero di canna deriva invece dalla canna da zucchero e si presenta con una colorazione scura, derivante proprio dalla canna. Spesso viene ulteriormente trattato con il colorante caramello che gli conferisce una tonalità più intensa. Non è molto dissimile dallo zucchero derivante dalla barbabietola: in entrambi i casi infatti il contenuto di vitamine e minerali è molto basso, quasi nullo, e le calorie contenute sono quasi identiche.

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Canna da  Zucchero

Lo zucchero integrale di canna è molto diverso rispetto alle altre due tipologie. Deriva sempre dalla canna da zucchero ma non subisce nessun processo di raffinazione, quindi risulta molto più ricco di vitamine e minerali. Inoltre su 100 grammi di prodotto contiene oltre 100 calorie in meno rispetto allo zucchero bianco e allo zucchero di canna lavorato.

Chimicamente, tra zucchero bianco e zucchero di canna, non c’è alcuna differenza. La molecola dello zucchero bianco e dello zucchero grezzo di canna è infatti esattamente la stessa, ovvero il saccarosio. Mentre lo zucchero bianco contiene solo saccarosio, quello grezzo contiene alcuni residui di melassa che gli conferisce il colore giallognolo.Da un punto di vista calorico entrambi forniscono 4 calorie  per grammo.Spesso di pensa che lo zucchero di canna sia solo quello grezzo invece può essere purificato. Lo zucchero di canna può essere dunque bianco o scuro se contenente residui di melassa; quello della barbabietola è invece sempre e solo di colore bianco.

Il fatto che lo zucchero grezzo contenga più impurità e melassa, non apporta alcuna proprietà benefica all’organismo da un punto di vista nutrizionale. Quei pochissimi minerali che contiene non sono infatti avvertiti come “salutari” dal nostro corpo.Inoltre: il processo industriale al quale viene sottoposto lo zucchero derivato dalla barbabietola o dalla canna, non danneggia assolutamente il prodotto. La lavorazione infatti, non fa altro che estrarre il saccarosio dalle impurità presenti nella melassa.

  • Il saccarosio proveniente dalla canna viene ulteriormente purificato con dell’idrossido di calcio e carbone attivo. Di queste sostanze, a lavorazione finita, non resta alcuna traccia
  • Il saccarosio derivante dalla barbabietola viene purificato aggiungendovi del diossido di zolfo.

Nello zucchero bianco rimangono delle infinitesime quantità di anidride solforosa, impercettibili al nostro corpo. Pensa che la quantità presente nel vino è di 10 volte maggiore!